giovedì 20 agosto 2020

buco nero

Come previsto nei mesi passati, le attività che seguo in oratorio riprenderanno almeno in termini di riunioni già settimana prossima, un mese prima del solito. Visti i nuovi casi di covid di oggi non so se poi in effetti si ripartirà, ma la comunicazione è arrivata. E con la comunicazione, anche due 'autolicenziamenti'. Ammiro chi riesce a dire basta. Lo ammiro perché io sono anni che non capisco più cosa continuo a fare: tanta ansia, troppa, ma davvero pochissimi momenti che mi hanno fatto dire che ne valeva la pena. Così sono tristissima per chi se ne va, tesissima per il nuovo inizio del percorso, confusa perché non so se mi va davvero, e spaventata perché senza quell'impegno fisso e regolarizzato io non ho nulla. Nessun legame, nessun impegno, e nemmeno nessuna relazione.
Con il passare dei giorni ho la sensazione che i metri quadri di casa mia dove non mi sento a disagio continuino a diminuire, sto sempre peggio e non mi capacito di quello che è successo qui in casa. Non sto bene qui, non sto bene fuori e non saprei nemmeno come cambiare e su cosa far leva per stare meglio. Tutto è una sorta di buco nero che inghiotte ogni cosa e non mi fa stare bene. E come nei veri buchi neri nemmeno esce la luce di speranza.
Io non sono più capace di stare bene, di divertirmi. Ogni aspetto si sta richiudendo su se stesso cancellando possibilità e nuove opzioni. Ogni tanto riaffiorano i ricordi di tempi molto lontani, e fatico sempre più a riconoscere che quella ragazzina serena ero per davvero io. Io che l'unico lusso che posso concedermi durante il giorno non è stare bene, pura utopia, ma non sentire niente per qualche minuto intontita da ansiolitici e programmi tv ad oltranza. Ho così paura per quello che sarà il mio futuro… non ce la faccio più. Sto davvero diventando matta. Per questo ho questo strano desiderio di andarmene ad Alassio per tutto l'autunno, anche se poi non saprei nemmeno che fare là in concreto. Sto impazzendo.

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