Si sente che è cominciato il cuore dell'estate, sebbene in forma minore per il covid. Si sente e da venerdì sera vicino casa mia ci sono stati pranzi e cene nei vari giardini. Un tempo ne facevamo anche noi. Un tempo le risate degli altri non mi facevano male. Ora sì, anzi è più che male, è la spinta ad una crisi di nervi. Sono 24 ore che ho forti dolori alle gambe, e in parallelo sempre più concreto il desiderio di passare l'autunno via da qui. Sarebbe possibile? Ce la farei almeno per camminare e allontanarmi da questa casa che mi fa male da impazzire ogni giorno di più. Non sono capace di gestire questa situazione, avrei solo voglia di mandare al diavolo tutti senza poi riuscire a farlo davvero. E allora prendo gli ansiolitici, che tamponano un po' l'ansia ovviamente, e magari mi intontiscono anche un po', per evitare di provare tutto questo dolore e questo smarrimento che non mi da tregua da mesi. Mi sento una specie di ectoplasma spintonato qua e là dal comportamento delle persone che ho intorno, spintonata, scaraventata e spiaccicata sui muri, immersa nel disagio, nella paura e nel dolore. Senza identità, una volta invece l'avevo. Una volta al centro di tutto quello che mi capitava c'ero io per questo sapevo essere felice anche nelle difficoltà. Ma è stato tanto tempo fa, almeno 2 o 3 vite fa. Il baratro è sempre più vicino. E scrivere nero su bianco mi fa sembrare tutto così assurdo, così impossibile. Non può essere tutta qui la mia vita.
E invece...
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