venerdì 14 agosto 2020

E' quasi mezzogiorno. Ho ricevuto gli auguri da chi mi aspettavo (più o meno) e la tensione di dover far fronte a quel minimo di conversazione è stata enorme. Siamo davvero oltre l'assurdo. Sono saltata per aria 3 volte per vari rumori. Sono così fuori fase che mentre stavo seduta fissando le tende, mi sono chiesta se non mi sia successo davvero qualcosa da piccola, qualcosa che non ricordo ma che potrebbe giustificare una paura delle persone a questi livelli.
Mi fa male vedere come alcune amicizie che ritenevo essenziali si siano ridotte ad un paio di auguri all'anno, mi fa male ma non posso esserne stupita, anche se non sono l'unica ad essersi defilata, i rapporti vanno coltivati e io non sto coltivando proprio un bel niente. Mi scoppia la testa.
E' uno di quei momenti in cui pensare che tutto questo malessere io me lo sia fatto da sola, mi riesce davvero impossibile. Come se ci fosse del non detto, rimosso, scordato, qualcosa oltre me che darebbe più senso a tutto. 20 anni, 20 anni fino a qui… l'enormità di questi 20 anni mi si espande dentro, schiaccia cuore e polmoni e leva il respiro. Non può essere vero.

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