L'uso dei gel sanificanti comincia ad irritarmi un po' la pelle, me ne sono accorta oggi uscendo per la solita uscita in posta. Tutti con le mascherine, un po' troppo appiccicati per i miei gusti, ma più per le mie fobie che per mancanza di rispetto delle regole. Ho fatto un'ora di fila circa in piedi sugli scalini esterni della posta, manco a dirlo stavo male, sono riuscita ad uscire in corner dopo due ore, tra le 9 e le 11 di agonia, e mi ritrovo in piedi sulle scale vertigini a mille e una gran confusione in testa. Sapevo di non dover rimandare oltre, erano commissioni da fare se non volevo rischiare di incasinarle con altre, ma come al solito una fatica spropositata. Poi arrivo a casa, e mentre mi avvicinavo stavo peggio. Non mi ci ritrovo più qui, punto e basta. Tanto è vero che ad un certo punto mi sono ricollegata al discorso che facevo ieri di chiedere al 'destino' segnali belli forti di cosa fare, perché oggi abbiamo saputo che per la prima volta da che ho memoria, l'appartamento al mare è sfitto ad agosto e allora mi son detta: non sarebbe bello prendere, tornare subito là e starci e ciao? ma i miei non sono dell'idea.
Comunque mi sto consumando la mente, e sono stronza e una parte di me vorrebbe che mio zio facesse uno dei suoi soliti casini e tornasse con la cosa tra le gambe. Poi penso davvero a cosa vorrebbe dire per lui e mi sento un mostro. Non ho più ritegno per niente, né senso del limite.
Ma, tanto quanto questi pensieri sono orrendi e ingiusti, ingiusto è anche farmi condizionare così la vita da quello che fanno gli altri. Ovvio, sarebbe più facile gestire la questione non vivendo qui, ma cosa sono davvero in grado di fare per cambiare? Fin dove sarei disposta a spingermi? Perché ad oggi la risposta è niente e da nessuna parte.
Ci sono moltissime cose della casa che ho da sempre e che ora iniziano a rompersi, copriletti, tende, un tappeto… persino i bei ricordi di questa casa sembrano sfaldarsi. Questo malessere li cancellerà tutti?
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