venerdì 20 novembre 2020

In questi giorni sto guardando, come dico spesso, i film natalizi stile hallmark (sono gli unici su cui riesco a concentrarmi); ora, si sa che sono tutti molto simili, ma tra le cose che si ripetono più spesso c'è il fatto che la protagonista, che di solito lavora in una grande città, nelle vacanze torna a casa sua, in una cittadina più piccola (dove poi di solito resterà alla fine del film) e viene coinvolta nelle mille attività che vengono proposte per il Natale. Ieri sera questo mi ha fatto pensare a quando anche io da piccola ero coinvolta in attività natalizie. Generalmente si stava a casa da scuola da 3 giorni prima di Natale e in quei 3 giorni era tutto un impegno in funzione della Santa Messa di mezzanotte di Natale, preparare il presepio, le ultime prove dei canti… si iniziava già nelle settimane prima ovviamente, ma in quei 3 giorni era tutto un andirivieni. Mi ricordo ancora il buco dove provavamo… ma stavo bene, ed era bello. Le cose poi sarebbero cambiate comunque, ma ricordo bene l'ultimo anno, quando già stavo male, che fatica starsene seduta ammassata agli altri, con i miei attacchi di panico a raffica perenni. Il ciclo si sarebbe chiuso comunque perché tanti avrebbero poi fatto altro, ma il mio problema è non averlo sostituito con niente. All'epoca era tutto un andirivieni, colazione, fuori, pranzo, fuori, cena e a volte fuori ancora, e dopo Natale partiva una settimana di uscite di amicizie continue. Non ho potuto fare a meno di pensare a come avrei gestito il tutto con i miei sintomi attuali. Avrei cominciato la giornata con "vado-non vado, non ce la faccio, mi gira la testa, ho la nausea, sì esco, no mi arrendo." Però certo che a furia di 'mi arrendo', non ho davvero più niente. Poi ripeto, non so come sarei in grado di gestire qualsiasi impegno (sto molto peggio anche in casa, purtroppo tra un attacco super di panico e l'altro, il trend è una normalità con ansia quotidiana sempre più alta.), per cui nel frattempo continuerò a guardare filmetti, ma qualcosa dentro  di me muore davvero un po' ogni giorno, che si chiami speranza o salute, o voglia di andare avanti, poco cambia.

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