domenica 15 novembre 2020

Venerdì mattina sono andata a ritirare le ricette mediche e poi in posta. Lo sguardo dell'infermiera che mi ha dato le buste era davvero significativo. Ho fatto una grandissima fatica. La verità è che, panico a parte, avevo una paura dell'accidente di sto cavolo di covid. Io mi chiedo come ne verremo fuori. Cioè psicologicamente quanto ci vorrà per un ritorno ad un minimo di normalità? E non parlo dei mille problemi economico sociali che ne verranno, ma solo di quell'ansia di ammalarsi che c'è in giro, nell'aria. Sì, mi rendo conto che io probabilmente sono persino esagerata, ma è difficile impedirsi di avere paura. Non è finita, chissà quanti mesi  mancheranno prima che l'emergenza sanitaria passi, io non so davvero come ne usciremo. Forse è davvero più che mai essenziale in questo periodo focalizzare la mente sugli aspetti positivi, guardare le cose belle, magari anche piccole, che accadono intorno a noi. Con tutti i mesi invernali da attraversare ancora, a differenza dell'estate che era quasi dietro l'angolo con la prima ondata, trovare una bolla serena in cui ritirarsi per trovare un minimo di stabilità, è probabilmente essenziale. Andrà tutto bene, si diceva all'inizio… per ora speriamo almeno che vada, in qualche modo.

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