Ieri sera sarei dovuta uscire per un impegno, quello di volontariato, l'unica cosa che faccio ormai. Be', alla fine non sono andata. La cosa triste è che sul momento mi è sembrato di aver raggiunto un risultato importante, povera scema… poi ho passato un'ora in preda all'ansia perché non sapevo se il messaggio con cui comunicavo che non sarei andata fosse arrivato. Non capisco dove sono precipitata, tra paura di covid, di terrorismo… non è un certo tipo d'ansia che mi suona strano, quanto il vivere come se avessi gettato la spugna su tutto perché non capisco più da che parte muovermi.
Circa un anno fa era il periodo durante il quale stavo facendo pubblicare il mio romanzetto da un'altra casa editrice, sempre auto pubblicazioni, ma un'altra. Risultati: zero. Mi chiedo se alla fine abbia pesato anche questo fallimento. Lo dico perché a volte provo a immaginare il mio presente attuale con la sola differenza di continuare a scrivere con un minimo di riscontro economico e onestamente, almeno a livello psicologico, mi sembrerebbe già tutta un'altra storia. Avere uno scopo, una definizione.
Così invece siamo al nulla totale. All'inutilità completa. Visti certi tweet dei giorni passati… sono totalmente improduttiva, di fatto non servo ad un tubo, né per me, né per i miei. Anzi, continuo solo a coltivare paure e i limiti sempre più evidenti. Oramai la mia settimana è scandita dall'alternarsi delle televendite. Madonna che angoscia scrivere ste cose, ma è la verità. Mi chiedo solo, quando si sta così, quanto manchi davvero al blackout definitivo e permanente.
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