lunedì 2 novembre 2020

Alcuni anni fa, mi resi conto che, se mi fosse successo qualcosa di simpatico, buffo, carino, divertente, piacevole...ma tutto sommato irrilevante, (cioè le cose che succedono quasi ogni giorno a chi fa qualsiasi cosa), non avrei avuto nessuno a cui raccontarlo. Questa consapevolezza mi fece stare male, la solitudine si stava impossessando di me, ma mi aggrappavo al fatto che per le cose importanti sarebbe stato diverso, e avrei comunque avuto la rocca forte della mia famiglia su cui contare, del resto le cose carine, piacevoli etc etc non mi succedevano per cui… Adesso che però anche la famiglia per così dire, si è spaccata, con mio zio che non vedo praticamente mai, mia madre che sembra invecchiata di 30 anni in 3, senza le battute, gli scambi di opinioni e le difficoltà di una dimensione tutta diversa, in peggio, be' adesso sì che la solitudine mi schiaccia. Soprattutto in momenti storici come questo, dove alla pandemia si affianca una divisione, una rabbia, un tutti contro tutti che rendono ancora più necessari e preziosi quei legami, quelle condivisioni di idee, di emozioni che permettono di avere una rete psicologica su cui contare, a cui fare ritorno. Non averle è dolorosissimo, mi rendo conto che ogni giorno accumulo tristezza e rabbia, assorbo tensioni da ogni parte del globo, da sotto casa come dall'altra parte del globo, mi arriva tutto addosso, ma quando mi richiudo, sono ancora io, sola, con in mano i miei ansiolitici, che sto male e non riesco a trovare energie positive, che non sto bene. Perché in questa bolla le emozioni negative passano e si accumulano, quelle positive non esistono più. Prova ne sono anche le mie notti, oramai costantemente teatro di incubi di disastri e brutture di ogni genere.

Penso a tutto questo e mi guardo da fuori e mi urlo: datti una svegliata. Ma il problema è come se fossi persa in mezzo al deserto: non so da che parte andare e non so cosa fare. Nella mia settimana ciò che faccio è: lavare la mia tazza della colazione, lavare i piatti dopo pranzo, occuparmi delle lavatrici e la mia igiene. Stop. Una tantum un'uscita posta/farmacia e spesso il terrore di dover gestire telefonate o impegni d'altro tipo. Non riesco a credere di essere questo. E la cosa è andata così oltre che non vedo come cambiarla. Non riesco a credere di essere questo, ma a dirla tutta, comincio a fare più fatica a credere di essere stata altro.

 

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