Oggi mia mamma va a fare gli esami, elettrocardiogramma e encefalogramma. Onestamente sono preoccupata, ma non quanto mi aspetterei. Sono quasi... speranzosa, nel senso che ho bisogno di capire cosa sta succedendo e sono quasi ottimista in merito ad una prognosi spero positiva. me lo sento. O forse ne ho solo la necessità, perché in un incubo del genere io non posso starci.
Quando un anno fa è scoppiata la pandemia, mi sono come congelata. Molte cose sono rimaste ferme, anche oggetti. Quando c'è stata la lite in casa anche. Me ne accorgo perché molti oggetti di uso comune/quotidiano non sono più riuscita ad usarli, mi sono bloccata davanti alla tv, davanti a televendite, mentre i libri delle ripetizioni si impilavano inutilizzati, così come i libri da leggere, così come i mestieri da fare, così come la ciclette inutilizzata. Un calendario da tavolo che ho sulla scrivania, sotto una pila di roba, è ancora al marzo 2020... Proviamo ad immaginare cosa è successo nell'ultimo mese da quando mia mamma ha avuto quella crisi. Riesco solo a fare una cosa: gestire il ciclo dei vestiti da lavare (e forse solo perché vista la mia mole non ne ho così tanti da potermi permettere di non sistemarli per lunghi periodi.) Per il resto niente di niente, sono 3 settimane che non esco di casa nemmeno per quel giro più o meno quindicinale di posta+farmacia. Sono bloccata, inchiodata cercando di non impazzire nell'attimo presente, ma la programmazione futuro non esiste più. In questo modo ogni mio problema antecedente a questo ultimo anno, invece di farsi strada per essere risolto, viene seppellito da sempre più strati di altro. Di paure. Prima del covid, poi della relazione zio/padre, infine anche di mia mamma. Sì, per come stanno le cose, ho paura anche di lei. Non sono pronta a gestire una demenza seria. Ho tanta paura, per questo confido negli esami di oggi.
ok, adesso mi sto cagando addosso. I miei sono usciti e tra meno di mezz'ora mia mamma ha il primo dei due esami. Quando sono partiti sono scoppiata a piangere. Ho una paura fuori da ogni limite. Non ho la forza per affrontare niente. Mi sembra di impazzire, e forse questa volta è più vero del solito. Ho una paura dell'accidente. Una paura che mi stritola da dentro. Vorrei solo fosse tutto un falso allarme, vorrei avere più tempo. Più sogni, più speranze. Ho troppa paura, mi immagino che nemmeno i miei in ospedale stiano bene. Non so come reagirei a tanto dolore. Non so niente. Ho paura, tutto è buio anche con il sole.
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