sabato 13 luglio 2019

qualcosa dentro di me

In qualche cassetto ho una foto di quando avevo più o meno 2 anni, me ne andavo in giro con un album da disegno che invece io riempivo, pagina dopo pagina, di scarabocchi volti ad imitare la scrittura in corsivo. Quando sono andata alle elementari, ho cominciato a fare un gioco, a casa immaginavo di essere una maestra con una classe di 12 allievi, avevo un quadernone che fungeva da registro e mi divertivo a far fare ai miei allievi pure le verifiche, che ovviamente scrivevo sempre io, e le interrogazioni erano le lezioni che dovevo studiare davvero io per la scuola. Sono andata avanti moltissimo con questo gioco, fino a che non ho iniziato a dare davvero ripetizioni. Ed è bello. Ed è una cosa che mi ha sempre, o quasi, dato soddisfazioni. Credo di aver iniziato 11 anni fa, sebbene prima lo facessi con la cuginetta. 11 anni anche difficili, perché il panico e l'insicurezza mi hanno mostrato sempre il percorso molto più difficile del previsto, anni di stress e confusione. Ma sotto sotto c'è sempre stata la soddisfazione. Bene… questa è la prima estate completamente libera. Non mi ha cercata nessuno, e io alterno momenti in cui mi dispiace, e non solo per i soldi, ad altri che penso sia meglio così, che non ne avrei la forza, e che forse potrei concentrarmi su altro. La verità è che le vacanze ci possono stare, ho davvero molto altro da fare per la salute, ma non dovrei temere questo impegno. E sarà possibile solo con serenità in più e capacità di non farsi travolgere. Obiettivo ambizioso per il mio status, lo so. Ma così è... per riappropriarmi di qualcosa che è da sempre parte di me.

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