A volte mia madre mi chiede cosa penserò di questi anni tra un po'. Nel senso, non mi pentirò di ciò che potrei aver fatto come passi avanti per la salute ma che non ho portato a casa? La sua domanda me la pongo spesso anche io, ma non so cosa dire. Ieri non riuscivo quasi a stare in piedi, domande così finiscono per sembrare inutili. Certo che però quello che di sicuro aumenta è la rabbia e il nervoso verso chi segue/si lega ad altri, non è una novità che io resti male, è che è sempre più evidente quanto poi sotto sotto io voglia fargliela pagare, e quanto, d'altro canto, mi immagini in situazioni nelle vesti eroina che risolve tutti i loro guai per sentirmi elogiata. Una deriva non molto lusinghiera del mio essere attenta gli altri di parecchi anni fa. Sono diventata rabbiosa e vendicativa. Ah, che bei passi avanti…
Ma forse anche l'idea di uscire quasi senza cambiamenti da questi ultimi 20 anni non era molto credibile. Ho bisogno di non essere più stronza. Ma non per gli altri, che nemmeno se ne rendono conto, ma per me, perché è sfibrante sentirsi sempre così. Si consumano un sacco di energie e non si ha nulla di buono in cambio.
Urge riflettere sulla questione.
MA sarò l'unica a cui il panico ha cambiato profondamente il carattere?
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