Sì, il panico ti costringe a seguire vie traverse, percorsi alternativi, corse ad ostacoli. Spesso ci si ripete come un mantra "non mollare-non mollare" per non darla vinta al panico, o meglio per non permettere che questo ci condizioni in toto. Il panico nasce come un allarme, un segnale che qualcosa non va, un segnale che andrebbe ascoltato e da cui imparare, ma quando questo si diffonde e invade ogni cosa, si passa in modalità combattimento,: non lo si ascolta più, lo si deve superare, e basta, imponendosi di "andare avanti".
Solo che... be' alla fine mi chiedo, e se una cosa, panico o non panico, non facesse semplicemente per noi? Convinti che ogni cosa venga difficile, che ci sia sempre da combattere, non è che rischiamo di infilarci in battaglie di cui davvero non ci importerebbe un bel nulla, se fossimo abbastanza lucidi da chiedercelo?
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