Questa sera con i bimbi che seguiamo, dovevamo fare una piccola festicciola di carnevale. Niente di che, però sarebbe stata una serata diversa anche per loro.
Be', la serata di per sé è andata bene. Loro si sono divertiti e sono riusciti a farlo senza fare danni, hanno chiacchierato, riso giocato... Insomma anche per noi adulti sarebbe potuta essere una parentesi piacevole.
Lo sarebbe stata se non stessi ancora subendo i postumi di un #attacco di #panico con i fiocchi. Curiosamente però questa volta sapevo esattamente per cosa lo stavo avendo.
Il lavoro che faccio come insegnante privata in queste settimane ha avuto una piccola impennata, settimane così capitano, nulla di strano. La cosa strana è che oramai tutti, e intendo tutti, credono che un'ora di lezione possa fare miracoli e tamponare mesi di lavoro o programmi di sei o sette materie insieme. Dopo l'ennesima ora passata così sono entrata nel pallone con la sola voglia di mollare tutto.
Perché semplicemente non si capisce che le cose vanno fatte con un certo metodo? che non si può sempre fare in 60 minuti mezzo libro? Queste settimane stanno andando così e io, sbagliando, sento addosso una pressione assurda, perché se da una parte essere pronta e preparata è responsabilità mia, dall'altra rendersi conto di quello che realisticamente può essere fatto in un pomeriggio non spetta a me.
Ma se a livello razionale lo so, a livello inconscio l'equazione non è così semplice e così, dopo l'ennesimo pomeriggio di caos ai massimi livelli, sono uscita di casa con un mal di testa assurdo e il panico in corso. Non so nemmeno come ho fatto ad arrivare.
In questo caso quindi è il panico che insegna e io devo imparare: lavorare bene sì, pensare di dover risolvere i problemi di tutti NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
e Stop
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