Lunedì 20 agosto. Cavoli… non posso dire che l'estate sia volata per quanto mi riguarda, però cavoli! Già al 20 del mese… l'estate non è volata ma entro certi parametri di fatto è quasi finita.
Bene, oggi mi sono pesata: 129/130 kg, il che sta ad indicare che fortunatamente sto perdendo un po' di peso. Come? Perché la tensione di questi giorni mi ha impedito di lanciarmi in abbuffate serali, che è francamente il motivo grazie al quale perdo più peso(anche se poi lo riprendo).
Questa è la buona notizia. Per il resto che dire: zero assoluto. Non sono riuscita a fare nulla, sono così stanca che non riesco nemmeno a leggere. Panico, stanchezza e noia si rincorrono in una girandola perversa che non riesco a fermare. Sto prendendo molti meno ansiolitici, e non so, forse il mio fisico si sta riabituando alla cosa, ma mi sento davvero strana. E' come se vivessi costantemente un po' scollegata dalla realtà, tutto è un po' lontano, appannato.
Per ogni cosa concreta che mi propongo di fare scattano su come molle la stanchezza e l'ansia, accompagnate da una serie di doloretti alle ossa coerenti con il mio peso. Così anche oggi arriva sera, con la consapevolezza di non aver fatto passi avanti, con la frustrazione che avanza, con il rimpianto per il tempo perso. Ogni lungo viaggio comincia da un piccolo passo, vero: era il modo con cui affrontavo ogni cosa, anche la più sgradita, da piccola. Ora, a 34 anni, non so che pesci pigliare. Eppure, anche senza rispondere alle grandi domande del tipo chi sono, cosa voglio fare… so che ci sono delle direttrici fisse su cui poter stare: uscire, fare movimento (ciclette almeno), qualche faccenda domestica, scrivere, passare qualche mezz'ora all'aria aperta… niente di trascendentale eppure fuori portata a quanto sembra. Giro a vuoto e persino nella mia testa mi sembra di avvertire un vortice di niente che mi opprime.
Sono i momenti come questo che mi fanno sentire una forte attrazione per le regole, per la disciplina. Non che la forza di volontà possa far fronte a tutto, ma magari a qualcosa sì. E qualcosa oggi, qualcosa domani…
Perché è piuttosto ovvio che non posso passare le giornate aggiornando costantemente siti di notizie. Cioè dovrebbe essere ovvio che non posso passare le giornate così. E lo è, ovvio dico. Ma è come se niente rispondesse ai comandi, per così dire.
Solo che non lo accetto, per cui ogni giorno si consuma in una guerra tra ciò che provo e ciò che vorrei. Per ora il 'vorrei' sta perdendo, ma potrebbe non essere sempre così.
Nel frattempo questo senso di angoscia mi fa venire voglia di leggere I FIORI DEL MALE, di Baudelaire, magari dopo…
per ora sprofondo nell'ennesimo episodio di Law & Order svu, in fondo sono già le 18... per oggi la giornata è passata… uff...
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