martedì 7 agosto 2018

estate, caldo e ansia da panico.

Ok, può essere che il discorso che sto per fare abbia bisogno di un paio di premesse.
1^: immagino che non avere avuto addosso 60 kg in più, mi creasse un filo meno disagio nei confronti del caldo in passato;
2^: credo sia abbastanza assodato che, sempre in passato, le estati da queste parti fossero meno calde. Erano piacevoli, ma raramente si registravano picchi assurdi come in questi ultimi anni.
Tutto questo per dire che a me le estati non pesavano da ragazzina, mi vestivo in modo adeguato, evitavo ovviamente di mettermi sull'asfalto alle 13 del pomeriggio a prendere il sole, ma per il resto vivevo le mie giornate nel modo più divertente possibile. Piedi nudi, gonne, vestiti leggeri, gelati, granite… uscire era l'occasione per far festa in ogni caso. Era il momento del gelato, degli spruzzi alle fontane, dello sdraiarsi sull'erba… Sì, certo, era l'infanzia, e la prima adolescenza, ad essere bella. Ma era, ora lo so, anche il fatto di stare bene. Di vivere senza l'ansia perenne del DAP. Con il DAP è cambiato tutto, e l'estate, complice anche il caldo e l'obesità, è diventata difficile da gestire. Talmente difficile da farmi stare anche peggio del resto dell'anno. Per questo, oggi che mia madre è uscita con una mia cugina e una mia zia per una visita di cortesia, mi sento male io per lei. E stavo per scrivere 'quasi male' ma non c'è proprio nessun quasi. Proietto su di lei le mie difficoltà e i miei malesseri, perché per me è come non ci fosse una reale alternativa. Tornerò a sentirla possibile, questa alternativa, non dico a livello razionale ma inconscio? Nel profondo? Vedremo..

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