Ho appena finito di rivedere il film Risvegli, con Robin Williams e Robert De Niro. Il film del 1990 racconta una storia vera, quella di un medico che grazie ad un'intuizione, cura pazienti catatonici da anni a causa di un'encefalite letargica, riportandoli, anche se solo per un'estate, alla vita, risvegliandoli appunto, con tutte le difficoltà di chi di fatto ha perso anni della propria vita, esperienze, che non riconosce il mondo e nemmeno se stesso. Ma, seguendo il concetto di risveglio oggettivo, il protagonista si chiede anche quanto siamo davvero capaci di essere svegli e vivi di solito, quanto non vediamo, scordiamo, non godiamo, domanda che si possono fare tutti.
Me lo chiedo anche io, soprattutto in questa estate in cui tutto sembra ancora più lontano, irraggiungibile.
Quando vidi il film la prima volta mi colpì la drammaticità della malattia di cui si parla, oggi sono forse più colpita dalla lettura filosofica del risveglio. Tutti probabilmente ad un certo punto dobbiamo 'risvegliarci', io ne sarò capace?
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