Questa mattina sono dovuta andare al supermercato, serviva una cosa a mia mamma per cui sono andata. Sarà che erano solo le 9 ma non ho fatto molta fatica a non comprare cibo spazzatura, il mio stomaco non ne reggeva nemmeno il pensiero. Sono andata e l'ansia è stata sotto controllo, mi sono alzata, ho fatto colazione, mi sono preparata, sono andata e tornata in 45 minuti circa: un'uscita normale. Normale… senza ansia, senza panico, senza pensieri ansiogeni. Sono andata e basta. Questo di per sé meriterebbe una festa.
Però, festa o non festa qualcosa è successo.
Mentre andavo, girata una curva, in uno scorcio stretto, mi è sembrato di essere al mare; quei pezzi di paese che probabilmente esistono un po' uguali quasi ovunque e ho sentito un moto di nostalgia e solitudine enorme. Nel ritornare, come sempre visto che la strada per casa è quella, sono passata davanti alla casa della mia migliore amica dei tempi delle medie e mi si è stretto il cuore per il dolore. Mi manca il mare perché mi manca la speranza di una vita sociale decente che qui è sicuro che non ho. La casa della mia amica mi ha riportata agli anni passati, quelli belli, quelli in cui l'estate era davvero divertimento e non solo caldo tra un anno scolastico di ripetizioni e l'altro. Sentire malinconia per i tempi dell'infanzia, quando tutto era semplice è normale, ma lo è anche stare male perché il presente è completamente vuoto.
Quindi uno scorcio di via mi riporta al mare, in un posto in cui stando pochissimo, riesco ancora a sperare con convinzione che le cose potrebbero essere diverse, e la casa della mia amica mi ricorda quello che ho perso. A questo punto la domanda è: riuscirò a recuperare qualcosa? Il passato non torna, riuscirò a riprendermi almeno il futuro? Perché io lo voglio! Lo voglio per me e per fare qualcosa di buono in questo mondo che a volte sembra davvero aver bisogno della mano di tutti, anche della mia.
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