giovedì 25 ottobre 2018

come si fa

Oggi ho veramente l'umore a terra.
Questa mattina tra le 11 e le 12.30 ero in giro, io dovevo fare una commissione in posta e nel frattempo ho accompagnato mia madre che aveva altri impegni da sbrigare. Allora, comincio con il dire che prima di uscire mi sono sentita così male che pure mio padre, nel vedermi, ha cambiato espressione. Non ho cominciato a stare male molto prima di uscire, ma l'attacco di ansia, pure sotto ansiolitici, è stato molto forte. Visto come stavo, non me la sentivo di attraversare un incrocio guidando, per cui ho lasciato la macchina ad un parcheggio non molto lontano e ho fatto il tragitto a piedi. Stavo malissimo, quel malessere per cui finisco con l'andare avanti stile automa senza rendermi conto di niente di quello che succede intorno a me. Al rientro era pure peggio, dal momento che la strada era in salita, per cui ansia più fiatone per la camminata: stavo una meraviglia, e il colpo di grazia l'ho avuto sentendo parlare due ragazze su un giro che avevano fatto la scorsa settimana in un centro commerciale con i loro compagni. Tre parole e mi hanno demolito: riuscire ad uscire per godersi una domenica, essere in compagnia di amici e ragazzo. Tutto ha cominciato a girarmi davanti agli occhi, mi sono aggrappata come una forsennata agli estremi della sciarpa cercando di andare avanti. Sono ritornata all'auto e con mia madre ho finito gli altri giri che le servivano, sentendomi dire da lei per la seconda volta di fila che guido male. Vero, sono molto più insicura in questi giorni per cui vado peggio del mio solito. E in mezzo a tutto questo non posso non pensare anche ai soldi. Mi vedo davanti ad un muro, il mio futuro per me non è una strada, è un muro. E non è che io riesca a dire: però oggi sono uscita per cui domani potrebbe andare meglio, no. Non riesco a dirlo perché la fatica è troppo sproporzionata di fronte all'impegno e poi perché non riesco a mettere apposto nemmeno un misero pezzo della strada che dovrei percorrere. E' una fatica che non ha sbocchi nel futuro, serve solo a superare in qualche modo il presente. E io ho paura. Perché mi rendo conto che, se si va avanti così, non riuscirò ad essere autosufficiente, a meno che non mi inventi qualche tipo di lavoro da svolgere in casa. E non so proprio cosa potrebbe essere.

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