venerdì 5 ottobre 2018

passi

Mia mamma ha chiamato un suo conoscente per fare alcune pulizie nel sottotetto fuori portata per le nostre abilità acrobatiche. Nulla di strano, a parte il fatto che sono due mattine che di fatto mi nascondo in casa mia. Evito tutti gli ambienti dove c'è lui e questo mi sta costringendo a manovre ridicole. Mi muovo solo quando sento che sta facendo andare un aspiratore forte così che non senta i rumori di porte che si aprono e chiudono. Ieri, avendo cominciato la giornata allo stesso modo chiusa in una camera, i pensieri-comprensibilmente- hanno preso una piega triste. Ogni aspetto su cui mi soffermavo, mi creava un profondissimo disagio, quel genere di disagio che ti fa stare male dentro la tua stessa pelle. Alla fine mi sono sentita schiantata dal peso di questa situazione…
Oggi dovrei andare in paese per una commissione, le lezioni che mi sembrano fuori portata, il fatto che domenica dovrei stare fuori quasi tutto il giorno, le tensioni in casa.. sto perdendo qualsiasi barlume di stabilità. Solo la sera, anestetizzata da qualche telefilm, riesco ad avere una parvenza di sensazioni serene, o per lo meno neutre. Credo sia la prima volta in tutta la vita che con l'inizio di un anno scolastico non faccio progetti per i mesi a venire. Non dico confessati ma nemmeno pensati. Da maggio ad oggi credo ci sia stata una netta involuzione dei 4 passi avanti che avevo fatto nel corso di tutti questi anni per quanti riguarda la salute. Non vedo un futuro perché, come sto davvero constatando nella sua pienezza di significato, è il presente che continua a sfuggirmi. E allora capita che mi prendano 5 minuti di rabbia, perché come è possibile, al di là di tutte le interpretazioni psicologiche, dico come è possibile nella realtà non essere in grado di vivere? Come è possibile che non scatti qualcosa, un meccanismo automatico, una spinta che faccia combinare qualcosa?
Non vedo la prospettiva futura in questa fase, ok. Magari capita a tanti in momenti diversi. Magari fa schifo ma non è che sia poi così indispensabile. O meglio, lo è alla lunga, ma immagino si possa stare bene anche senza per un po'. E non serve il futuro per capire quanti comportamenti sbagliati continuo a reiterare nelle mie giornate. Giorno dopo giorno, ora dopo ora. E allora, se non riesco a gestire il poi, possibile che non riesca a fare nulla per l'ora? Senza proclami sensazionalistici, e irrealizzabili, ma solo con un banalissimo, pur difficilissimo, cazzo di passo alla volta.
Mi spaventa/mette a disagio qualsiasi cosa? Detto altrimenti non c'è nulla che lo faccia in modo particolare… sarebbe così difficile, come dire, spegnere quella sorta di valvola del disagio, fingendo anche, ma ricominciando ad affrontare più frequentemente la gente (intesa come le molteplici possibilità di interazione)? Per poi magari rendermi conto che c'è un posto anche per me?
Mia madre me lo diceva anche in tempi non sospetti, per cose che magari c'entravano poco con come sto adesso, ma significative per il modo di pormi: tendo a dare troppa importanza all'obiettivo nella sua interezza e poco ai passi che lo compongono. Quindi, come accade ora, se l'obiettivo finale futuro non mi è chiaro, non lo vedo etc etc... perdo anche tutti i passi intermedi. Invece dovrei fare questi passi, anche se non so dove porteranno, perché continuare a non farli mi sta costando troppo. Mi sta costando tutto.

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