venerdì 20 dicembre 2019

come quando tutto è cominciato

Poco fa pensavo alle ripetizioni che do, o meglio dire, che davo. Il fatto che una ragazza che seguivo da 2 anni e mezzo, in quest'anno scolastico non sia più tornata, dopo mesi di 'tutto sommato è meglio così perché non saprei come gestire gli impegni', mi è improvvisamente apparso per ciò che è: l'ennesimo fallimento. Non ce l'ho fatta con lei.
Che poi fosse anche emotivamente molto difficile da gestire è vero, che finissi per esserne schiacciata, anche.
Solo che sono comunque schiacciata da altro. Domani devo portare mia madre per valutare delle possibili opzioni di prestito per mio zio. Perché lui non ha tempo. E' un esempio stupidissimo, ma il mio cervello lo legge in una chiave diversa, si sta ripresentando la solita dinamica che c'è sempre stata in questa casa, con l'aggiunta dell'età che è salita. Io sono di nuovo in mezzo a questioni che non mi riguardano, perché lui non ha tempo, perché lei non ce la fa, e mi ritrovo a mezzanotte passata con il cervello stretto in una morsa di disagio. Non so se è ancora la mia malattia che mi fa vedere così le cose, ma la mia vita mi sembra solo qualcosa in funzione di quella degli altri. Ho poche energie, e non riesco ad usarle per me. Vado di nuovo avanti ad ansiolitici, non capisco quanto questo malessere sia giustificato, ma so che intanto un ennesimo anno sta arrivando alla fine, e la vera me sta qui sopra, tra le pagine di un blog, tra la speranza che il libro mi faccia guadagnare, ma fuori da qui non mi trovo, vengo dopo. Dopo mia madre, dopo mio zio.
DI nuovo, come quando tutto è cominciato.

Nessun commento:

Posta un commento