Natale 2019, eccolo qua… come da molti anni a questa parte è solo una parola per me, o meglio una parola carica di tensione e agitazione per la fatica che porta con sé anche in vista dell'incontro con i parenti di domani. Ogni anno in questi 2 giorni ogni mia inadeguatezza sembra esprimersi ai massimi livelli, come se essa sia di fatto l'unico collante della mia vita, che per il resto mi sembra sempre più sfilacciata e inconsistente. Ho perso tanti treni negli anni, e la sensazione è che abbia dimenticato persino dove sta la fermata. Cosa devo fare ogni giorno perché le cose migliorino? Cosa ogni settimana e mese? Quando sono ad Alassio mi sento libera, non realizzata forse ma libera. Il che, diciamolo, è un enorme passo avanti. Cosa c'è di così sbagliato in quello che faccio? A volte mi chiedo se sarebbe il caso di cominciare un nuovo percorso di psicoterapia. Poi mi dico: se dovessi consigliare qualcuno nella tua situazione, che gli diresti? Cosa programmeresti per la sua vita? E messa così ho quasi la sensazione di avere la risposta, non esattamente pronta ma qualcosa su cui posso lavorare. E di cui le parole chiave sono passi adeguati e basta procrastinare.
Servono piani, progetti di difficoltà adeguata e crescente. Serve onestà da parte mia. Serve dare senso ad ogni ora. Serve coraggio e forza. E magari sì, a questo punto serve anche un simbolo a cui aggrapparmi per definire la volontà di svolta.
Servono liste e volontà. E la passione di credere ancora.
Questo è il mio augurio di NAtale per me, e per tutti coloro che hanno bisogno di ricominciare a credere in se stessi.
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