domenica 28 marzo 2021

Questa mattina mia mamma è andata a fare la 1^ dose di vaccino. Per ora tutto ok, vediamo come va. Lei e mio padre sono usciti di casa presto, il luogo di somministrazione è a 30 km da qui, non conoscevano la strada per cui, armati di indicazioni, sono partiti con anticipo. Allora... indubbiamente un po'di tensione l'avevano, soprattutto proprio per la strada che non conoscevano, ma sono andati. Io? Io, mentre loro si preparavano, ho avuto un attacco di panico da manicomio. Siamo alle comiche: vanno loro e sto comunque male io. Sicuramente un filo di preoccupazione per la situazione c'era, ma non è quello il punto. Il punto è che di fronte al bisogno io non ci sono. Ma nemmeno nelle situazioni normali. Un anno fa mi ritrovavo a pensare che in fondo io ero abituata a stare in casa, che per una volta ero avvantaggiata rispetto a chi aveva sempre vissuto decentemente. Be', questa sensazione è durata poco, ora siamo tornati alla 'normalità' e questa normalità mi fa paura. Ieri pomeriggio mi sono messa a piangere per la paura di rimanere da sola. Curiosamente ho anche qualche breve istante in cui capisco che è il momento di pensare a me, di dedicarmi a me, di cominciare una strada. Spero sia se non altro un buon segno, che ho dentro ancora un filo di speranza, che forse è la cosa più importante visto tutto. Comunque mi sono anche resa conto che questa spaccatura tra qui e il mare è pesante. Immagino lo sia per mio padre molto più che per me, ma sento sempre di aver più bisogno di una integrazione dei due luoghi, e capisco che l'età avanzata di mio padre (la sua scomparsa o mancanza di indipendenza) sarà un ostacolo. Sono tanti gli ostacoli e mi spaventano, ma occorre andare avanti possibilmente senza dare di matto. Ce la faremo? Chissà... 

Nessun commento:

Posta un commento