martedì 2 marzo 2021

a breve taglieranno una bellissima pianta vicino casa, è cresciuta con dei cavi dell'elettricità tra i rami e con tutti i temporali fuori scala che ci sono oramai anche qui spesso e volentieri, stava diventando un pericolo e per i cavi e per le case vicine. Onestamente mi piange il cuore perché è bellissima, maestosa, ma è oramai troppo rischioso. Mi sembra anche questo un segnale che sta davvero tutto cambiando (in peggio); che tutto il mio passato è davvero finito, non esiste più. Come quella che era la mia famiglia fino a poco fa: tutta saltata e alla fine tutto diverso il poco rimasto. Ma non basta: quando mia mamma lo ha detto a mio zio (che dopo domani taglieranno la pianta), mi è sembrato che lui si alterasse. Cotone nelle orecchie, musica accesa per non sentire, perché avevo il terrore che si degenerasse, che anche mio padre si mettesse in mezzo, come fosse una scelta sua il taglio e non un consiglio da parte dei fornitori di energia. Per l'ennesima volta puro terrore, stomaco schiacciato, un mal di testa immediato e perforante, nausea, tremori vari, insomma paura vera di un ennesimo scontro tra quei due. Fortunatamente dopo 15 minuti mio padre doveva accompagnare mia mamma per la prova di apparecchi acustici, e siamo in una sorta di tregua, ma io non posso campare a lungo così. Davvero non posso. Giovedì mattina porterò mia mamma dalla dottoressa per capire cosa si può fare per la sua testa, sono spaventata dal fatto che sarà sempre peggio e alla svelta, se poi ci si alterna la paura come poco fa, io sono ad un niente dal dare di matto. Mi fa male il cuore, e non in senso metaforico, che poi sia il mio cervello ad amplificare le paure è vero, ma parte da dati di realtà che non riesco a leggere diversamente e tutto viene trasformato in bombe anche per il mio fisico, (lasciamo perdere a livello di ansia che ciao...), finirò con l'avere un infarto mentre mi tappo le orecchie per non sentire. E il brutto è che non vedo soluzioni. Mi sento uno straccio, ho davvero paura che finirà male per me.  

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