per riprendere da dove mi ero interrotta... quando l'altro giorno credevo mio zio alterato in merito alla questione pianta mi sbagliavo: semplicemente parlando da una parte all'altra del prato tra lui e mia madre non si sentivano, ergo ha alzato la voce. Ma è un dettaglio, se non era in quel caso ho sempre paura possa esplodere da un momento all'altro, prova ne è che martedì pomeriggio sono stata una gelatina con vari dolori: stomaco, testa, cuore... L'ho già detto: a volte mi trovo a sperare quasi che mio zio torni con la coda tra le gambe chiedendo scusa dopo aver combinato l'ennesimo casino. Ma è un pensiero orribile, che cerco di buttare via, anche perché poi magari le cose succedono, ma sempre diverse da come le si era ipotizzate, sempre peggio. Fino ad un paio di anni fa speravo succedesse qualcosa (di non troppo grave ma questa parte deve essere sfuggita al karma) che distogliesse l'attenzione dai miei fallimenti scolastici in casa. Be', un pandemia, una lite e non ultimo mia mamma che perde colpissimi sono 3 risposte diverse alla mia domanda. La mia è una battuta amara perché si basa su un fondo di realtà, quando ammetto che sto rimpiangendo anni in cui stavo di merda ma almeno in casa era tutto ok, direi che faccio la sintesi di come sto. Rimpiangere la serenità del passato molto passato poi va be', è troppo facile, era tutto bellissimo, c'era ancora mia nonna e io stavo anche bene, tutti stavamo bene. Oggi meno, questa mattina ho accompagnato mia madre dalla dottoressa, le ha prescritto delle visite, tac, encefalogramma... la fatica che ho fatto ad accompagnarla è facilmente immaginabile, la strizza per il responso anche, la frustrazione del sapere che, se le visite si terranno in ospedali diversi da quelli di due paesi confinanti, io non sarò in grado di portarla, altrettanto ovvia e dolorosa. Cambia tutto e io non sono pronta a che questo succeda. Non ancora. Devo ammettere che nei vari scenari negli anni non ho mai e poi mai ipotizzato un cedimento mentale di mia madre, se non verso i 90 anni, come mia nonna, ero più preoccupata da tumori e problemi cardiaci. Invece le cose accadono, così io sono sempre incasinata, la mia famiglia perde pezzi in malo modo, mia mamma perde un po' la testa, la mia regione rischia di tornare rossa per una pandemia che è un concetto che fino ad un anno fa, 13 mesi meglio, non era minimamente nei miei radar, la pianta è stata tagliata, io prendo una marea di ansiolitici al giorno, il tempo passa.
Per questo è ovvio che quando, come oggi parlo al telefono con mio zio paterno in Liguria, sento nostalgia, nostalgia dei tempi estivi passati là. Là, una zona ricca ancora di bei luoghi con ricordi di gioia e serenità e non tutti sporcati da 20 anni di panico. Vado in cerca di serenità. E spero non sia solo legata alla leggerezza dell'infanzia, che quella indietro non tornerà mai. Ma magari qualcosa di bello potrà succedere ancora anche a me, e potrò essere ancora serena. Forse...
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