Faccio fatica a scrivere, perché scrivere è ancora di più ammettere un dolore che provo dentro. Sono 3 giorni che mia mamma continua con la storia della casa, ogni volta che ne parla mi sento impazzire. Ogni tanto sembra andare un po' meglio, poi ci risiamo, è successo ieri, è successo oggi che si è alzata tutta contenta perché era più convinta che fosse casa sua, per poi chiedermi se mio padre ci fosse mai stato, e dopo aver parlato con una mia vicina che ci frequenta da anni, domandarsi lo stesso di lei. Non so cosa dirà l'esito dell'encefalogramma tra 20 gg, credo che sia però finito tutto. E mi fa un male dell'accidente, perché non è solo lei che se ne va un po' per giorno, che è il dolore più grande, ma è come tagliare giorno per giorno i legami con gli altri, con le persone che frequentano lei, le sue amicizie, i parenti. Mi sembra l'anticamera di una solitudine all'ennesima potenza. Quello che era prima è finito, dopo c'è il vuoto, quanto sarà dolorosa e lunga questa fase intermedia non è dato saperlo. E come sempre in questi casi, i tempi prima, anche se orrendi, mi sembrano oro rispetto a questo. Tutte le volte che auspico un cambiamento, finisce che è sempre in peggio, molto in peggio, sono più di 20 anni che va così. Che alla fine abbia paura della 'vita' che va avanti forse non sorprende poi molto. Comincia ad esserci un po' troppo dolore nelle pieghe di questa casa, non sono sicura che riuscirò a starci ancora in un eventuale dopo.
senza di lei sono persa. Non ho più l'unico vero supporto che ho avuto, sono sola. Qualcuno direbbe che è bello avere almeno i ricordi, ma se non hai altro nella tua vita, i soli ricordi non bastano e fanno tanto male.
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