Mio padre è tornato. Chi sa, le mie due zie, diceva che mi avrebbe aiutato. Certo, capisco l'intento. Io invece non sto meglio, perché trascinare anche lui nell'incubo che sto vivendo io non credo aiuti nessuno. Lunedì si avvicina, e io non so se temo di più una diagnosi o una non diagnosi. Certo, ok, dipende dalla diagnosi, lo so, ma anche non sapere è qualcosa di esageratamente pesante da gestire. Vedere mio padre con gli occhi cerchiati e rossi mi ha distrutta. Tutti si meritano il meglio, lo so, ma le cose qui sono sempre state difficili, forse soprattutto per lui. Io cerco sostegno in mia madre, è sempre stato così, ma lo ammetto anche. Per lui, come uomo e marito, forse la sofferenza è più da tenere nascosta. Vorrei solo potessimo stare davvero bene per un po'. Quanto tempo sprecato con sto panico di merda e in liti inutili. Il mio cervello continua a viaggiare su 3 binari. 1- è troppo brutto per essere vero, c'è stato un problema serio ma si potrà curare, 2- è troppo brutto ma è vero e ci aspetteranno anni di dolore, 3- sarà tutto brutto e rapido e io mio padre dovremo gestire una perdita e tutta una parte di vita di nuovo da inventare. Un po' qua un po' ad Alassio. Tra mille problemi, anche economici. (e di nuovo... se sti cazzo di libri mi avessero fatto guadagnare...) Mio padre è tornato, ma i cuori piangono ancora, tutti e 3. e piangeranno. E siamo tutti soli. E lo saremo ancora.
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