venerdì 16 aprile 2021

Verso le 4-45 questa mattina presto mi sono svegliata in preda ad un brutto attacco di panico. Come dico sempre quelli notturni sono i peggiori perché ti svegli quando sono all'apice, mentre da svegli lo senti arrivare e magari fai qualcosa per tamponarlo. Sono stata sveglia più di un'ora, sebbene la fase peggiore sia durata 15 minuti, con una nausea pazzesca. Va da sé che non sono affatto stupita di crisi così, già ieri sera sono arrivata alle 21 che mi sentivo logorata, poi mia mamma va a letto, io in camera mia ma non riesco a provare quella sorta di 'scudo' che provavo anche solo un mese fa: andavo in camera e le rogne di mio padre restavano fuori; no, qui la paura passa sotto la porta, sotto il letto, impregna le lenzuola: non esiste un luogo protetto. Tra un mese, regole covid permettendo, c'è il matrimonio di una mia cugina, che sta rimandando già da un anno. Saremo in mezzo ad altri esami di mia madre, credo che, se tutto va bene, andremo solo alla cerimonia qui vicino e nella mia testa questo è uno spartiacque, quando i problemi mentali creano il vuoto intorno. Ho una confusione nella mia testa che non riesco nemmeno a spiegare, ma 'perdere' mia mamma è anche perdere l'unica alleata vera che avevo contro questa sindrome da panico maledetta. Ho paura che resteremo soli, ho paura della sofferenza. Avrei solo voluto ancora qualche anno stando bene come l'anno scorso, che visto come stavo male io, non era esattamente un idillio, ma mi sarebbe bastato. So che sto dicendo sempre le stesse cose, ma ho bisogno di continuare a buttarle fuori, sperando di stare un po' meno male. Ho così tanta paura che persino il mondo fuori dalla finestra sembra di altri colori. E allora continuano i sogni totalmente slegati dalla realtà, nessun parente, nessun legame con la verità, questioni di sopravvivenza mentale immagino... 

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