prima di pranzo mi ha chiamata mio zio dal mare. Una telefonata veloce anche vista l'ora e io non ho fatto nulla per prolungarla perché facevo davvero fatica a parlare. Mi ha chiesto come stavamo e allora vai con il solito 'bene' di rito, perché non sapevo che altro dire senza dover spiegare proprio tutto, un tutto che nemmeno io ancora capisco. Quando ci siamo salutati mi è venuto da piangere, una malinconia micidiale: è che mi sembra tutto sbagliato. Alassio da pochi anni è diventato una fetta essenziale per me, un qualcosa di necessario per la mia interezza. Ma questo far parte del presente funziona solo con i miei che stanno bene, perché in caso contrario si sta mostrando semplicemente impossibile. Così mi manca quel posto, mi manca il tempo che abbiamo passato là io e mio padre, mi manca, ebbene sì, ancora di più il tempo che non potremo più vivere. Mi sento divisa a pezzetti e questi pezzetti potranno ricomporsi solo più in là, molto più in là, (quando i miei non ci saranno più?) e con un disegno tutto diverso come dicevo l'altro giorno, purtroppo non ora, non con queste idee. Nel frattempo mi rendo conto di essere in una bella depressione, non posso aver di nuovo perso quel poco di bello che mi sembrava di aver acquisito nel 2019. Sono persa, persa, persa. Questa sera dovrei chiamare mio padre e non so davvero come reagirò alla telefonata. Con altre lacrime probabilmente. evvai.
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