Sono in uno stato pietoso, eppure apparentemente la giornata è stata 'tranquilla', eppure sento montare dentro di me un'irrequietezza che mi fa venir voglia di urlare e allo stesso tempo mi stringe il petto impedendomi anche di respirare. Fino a un paio di settimane fa, o in senso più stretto, un paio di mesi fa, mia mamma faceva di tutto: mestieri in casa, leggere, poi anche tv, chiacchiere al telefono (prima del covid di persona), adesso è un no quasi per tutto, quindi ho paura che si annoi e diventi irrequieta e poi le escano certe cose. Mi agita terribilmente il fatto che non sia più capace di gestire il suo tempo, e quindi se stessa. Vedo le altre signore sue coetanee, alcune stanno meglio altre meno, ma danno comunque tutte l'impressione che riescano a vivere sole. Qui no, non più. Nemmeno la gestione del tempo libero... prima ho parlato con mio padre, abbiamo nominato mio zio contento che fosse lì per un mese. Ho avuto l'impressione che gli si incrinasse la voce. Tutti i nodi stanno venendo al pettine, tutte le cose che hanno reso particolare la nostra vita stanno mostrando il lato negativo. Come si regge così? Se crolla, a ragione, anche mio padre siamo nella cacca più totale. La cosa assurda è che, se anche, per ipotesi, mia mamma dovesse stare meglio perché questo crollo è stato causato da motivi diversi dai previsti (esempio come depressione per la mancanza di contatti di persona in questo anno e la lontananza di mio zio), lo spavento che ho provato e che sto provando, mi resterà addosso. Continuo a ripensarla come era fino a poco fa, ma poco poco. Che dolore...
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