Non riesco a pensare a come erano le cose qui solo 4 mesi fa, nel 2020. (e sì, mi rendo conto che allora facevo lo stesso ragionamento pensando al pre 5 maggio- giorno della lite in casa, ma questo fa anche capire come vada sempre più giù.) Oggi ho avuto un paio di crolli di pianto, uno più legato a mio padre e a come vivrà tutto questo, uno legato a mia mamma, a quando non ci sarà più. Anzi, 3 crolli perché in uno ero più che altro preoccupata per me quello che potrò fare, al dolore che proverò. C'è una pubblicità di un'associazione che aiuta chi vive per casa nella quale un senzatetto, intervistato, ammette di aver perso cognizione della sua vita dopo la morte di sua madre. Ho paura. E non riesco a concedermi il lusso di pensare che forse potrebbero esserci strade meno drastiche di quelle che penso. Anche oggi mia mamma ha fatto riferimenti alla 'casa', forse di sfuggita, forse bo. Sono due settimane che va avanti questa storia, e sono due settimane che la mia vita si è ribaltata, che mi manca la terra sotto i piedi. Mi sento come se avessi già cominciato a dirle addio. Vacillo e non ho più appigli a cui aggrapparmi. Quante volte in passato, in mezzo a momenti di enorme tristezza e paura del perdere i miei, scansavo il pensiero e mi rintanavo vicino a loro. Adesso non è più possibile. Ed è devastante. Devo trovare un punto d'appiglio perché i prossimi mesi saranno qualcosa di allucinante, senza una valvola di sfogo sarò finita in un niente.
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