ok, tra circa mezz'ora uscirò di casa direzione dentista. Sto malissimo, che strano eh?
Ieri sera non riuscivo a smettere di pensare a questa cosa del sentire ogni emozione decuplicata. E cercavo domande sul collegamento con il panico, una specie di 'è nato prima l'uovo o la gallina' tra emotività alle stelle e panico. So con certezza di avere sempre avuto questo modo di relazionarmi alle emozioni, ma era una specie di arma in più, qualcosa che mi dava una mano, non che mi segava completamente le gambe. So anche da dove è saltato fuori il panico, quello che mi chiedo è se queste due componenti alla fine, pur diverse, non abbiano finito con l'alimentarsi a vicenda. Perché è ovvio che ora il problema potrebbe essere solo emotivo, per dire, ma poi finisce con lo sfociare in un attacco di panico perché non si può gestire un'agitazione di quel livello. Non a lungo, non per le cose che dovrebbero essere piacevoli. In effetti sono anni che dico che qualsiasi contatto interpersonale mi risulterebbe difficile. Tutto fuori portata, e, in questa specie di scala, è chiaro che i legami intimi con un compagno sono quasi al livello più alto. Dolore, piacere, tutto è mescolato in un unico grande casino.
E adesso mi rendo conto che è questo che c'è alla base delle mie difficoltà con i ragazzi, con i genitori, nel vedere le mie amiche...
in un modo ancora più secco del panico, ogni saggio che ho letto in proposito di questa ansia sociale/emotiva non ha che una soluzione unica: semplicemente non fermarsi mai. insistere girono dopo giorno nel fare ciò che si deve. Sarà... ma quando hai la sensazione che il cuore ti scoppi 10 volte al giorno, bè è difficile andare avanti, comunque e senza tentennamenti.
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