Continuo ad vere flash sul mio passato, ma un passato parecchio lontano... 15-16 ma anche 20 anni fa, perché? Devo dire che da quando ho iniziato a pensare a tutta la mia epopea con il panico, riflettere sul passato a volte mi sembra l'unico modo per capire, per andare avanti, se non altro per non rifare sempre gli stessi errori. Ma forse non è così, se non altro dopo certi punti. Sono uscita di casa oggi e stavo malissimo, di nuovo tanto per cambiare. Però sono andata, sono uscita... e alla fine anche se parecchia tensione è rimasta anche fuori casa, la situazione è stata gestibile. MA sono tesa, nel giro di poco tempo, frugando tra gli scaffali ho trovato qualcosa come 230 libri da rimettere in vendita, cioè o che non mi sono piaciuti, o che nemmeno mi interessavano o che erano il 5^ libro per spiegare matematica in prima superiore. 230 libri e in alcune parti della libreria la selezione è stata molto superficiale. Senza contare quelli, e sono molti, che non ho ancora letto. 230 libri... oramai il paragone con il cibo è evidente: abbuffate compulsive, di calorie, di parole. Abbuffate per compensare una vita che non c'è. Oggi mentre ne stavo per spostare l'ennesima pila ho avuto un senso di soffocamento allucinante con il bisogno di buttare via tutto. Fare piazza pulita. Fare spazio intorno a me.
Sì, la spinta è il bisogno di soldi, ma si sta trasformando in qualcosa di diverso, una volta la mia terapeuta mi ha detto che si ha tutto il diritto di lasciar perdere libri che non interessano, perché il tempo è troppo poco per spenderlo in cose di cui non ci frega nulla. E' quello che sta succedendo anche a me, chissenefrega se mi perdo qualcosa, è il tempo che devo preservare, il tempo prezioso da impiegare nella giusta maniera. I libri sono miei amici, ma non sono la mia vita e non devono più soffocarmi.
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