martedì 3 aprile 2018

tentare di #ricominciare un'altra #volta.

Questo pomeriggio sono uscita, dalle 18 alle 19. Un'uscita più o meno obbligata, obbligata da me. Perché non so, dopo due giorni in casa finisco per sentirmi di nuovo in balia di quella strana cosa per cui uscire di casa è un'attività al di sopra delle mie possibilità, e allora l'unica strada era uscire, cercando di non pensarci, uscire e basta. Non è andata male, anzi... la destinazione però, prevedibilmente è stata un supermercato e la spesa 28 euro di dolci e tre pacchi di assorbenti. Mentre andavo là però, in mezzo al traffico della gente che tornava a casa dal lavoro, ero quasi, anzi senza quasi, esterrefatta dalle tante persone in giro. Ho visto un ragazzo bellissimo sconosciuto, poi un'amica... ho visto un mucchio di gente che era lì, pronta a vivere. E ho capito che supermercato o no, ho fatto bene ad uscire. Quella era la priorità. Una volta fatti tutti i miei giri, sono arrivata alle casse del supermercato, c'era una fila allucinante e io me ne stavo lì, in piedi, cercando di capire come mi sentivo inscatolata in quelle file, quasi ferme, per un mucchio di tempo. Come mi sentivo... bene, mi sentivo bene. Sono felice di essere uscita, sono felice perché è davvero l'unica strada.
Da una settimana circa penso spesso alla mia 4^ superiore. Avevo il panico da più di un anno, ma solo dopo le vacanze di Pasqua di 4^, tra quelle e le vacanze estive, cominciavo a capire davvero quello a cui il panico mi stava facendo rinunciare in termini di esperienze, di amicizie, di flirt, di divertimento... avverto ancora adesso il dolore, il disagio. Forse ci sto pensando tanto adesso perché sono stufa di rinunciare alla vita per il panico. Forse è una specie di cerchio che si chiude. Onestamente di preciso non lo so, ma dubito sia un caso. Quindi eccomi qui... a tentare di ricominciare un'altra volta.

Nessun commento:

Posta un commento