Ho ricevuto il mio primo diario segreto a 8 anni, copertina in raso, lucchetto... una roba seria insomma. Ricordo che lo guardavo ammirata, capivo che mi affascinava ma, in tutta onestà, non avevo idea di come usarlo. Ci sono voluti un paio d'anni perché il diario diventasse una presenza assidua in quasi tutte le mie giornate, e non serviva più né lucchetto né copertina di raso, quello che serviva era spazio, pagine grandi da riempire. Tante pagine da riempire, tantissime... per cui, non so, mi sembra strano in queste ultime settimane rendermi conto che ho sempre meno voglia di scrivere. Perché non so che dire? Perché sono stufa marcia di ripetere sempre le stesse cose? Perché mi sembra di essere troppo stanca anche solo per cercare di stare dietro al flusso di pensieri e metterli su carta? Onestamente non lo so, anche se sono ipotesi quasi in contraddizione mi sembrano vere tutte.
Ho appena avuto un mini attacco di panico nella sua forma più bizzarra: quella della sensazione di depersonalizzazione, unita a vertigine improvvisa. Velocissima, una voragine improvvisa sotto i piedi e poi basta. Come uno sfogo... è tutto il giorno, da ieri veramente che mi sto intossicando per preparare una cosa per l'incontro di questa sera con i ragazzi, attività di cui non avevo per nulla voglia, forse perché so che al 90% sarà inutile... ma è sorprendente il tasso di nervosismo che questa cosa mi ha provocato. L'idea che sarà ancora così per 7/8 settimane mi ha molto disturbato. E così voragine in testa, come se ci volessi buttare questa cosa per non sentirne più nemmeno parlare.
Mi piace che il mio corpo mi rimandi indizi chiari su ciò che faccio, su ciò che provo... gradirei però fossero meno intossicanti... così, per dire eh!
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