Lunedì 16 aprile... una data, una precisa che potrebbe essere una qualunque. Mi alzo dal letto e poco dopo sono seduta qui, davanti ad un tavolo dove starò per tutto il giorno o quasi... sì, la mia vita spesso mi sembra claustrofobica, oltre che ovviamente triste e vuota, ma nonostante questo, non riesco a cambiare di una virgola. Tutto mi sembra così confuso, difficile... c'è da cambiare troppo, così finisco per non fare nemmeno un passo.
Questa mattina bilancia, ancora ferma sui 130. Direi ovviamente... è un problema, non che 120 fossero pochi, per carità, ma a livello di difficoltà motoria, questi 10 chili in più si fanno sentire più di tutti gli ultimi 30 insieme.
Per cui la domanda è: perché non riesco ad entrare nell'ottica di fare concretamente qualcosa? Costa fatica, ovvio, ma un piccolo passo alla volta, se lo avessi fatto da tutto un anno, sarei arrivata da qualche parte! Invece no, invece niente, si pensano ai grandi cambiamenti, ai grandi numeri, come se un giorno dovessi alzarmi e fare tutto senza più la minima fatica. Come se non dovessi combattere ogni sera contro quel bisogno di aver bisogno di mangiare dolci per avere, almeno in quello, la possibilità di una gratificazione immediata. (mi viene la nausea solo a dirlo, ma ieri notte 2 krapfen al cioccolato, due ciambelle zuccherate innaffiate da una lattina di cola..), così poi sono costretta a stare sveglia per cercare di digerire quell'intruglio, dormo poco, la mattina mi sveglio a fatica e il giro ricomincia. I piccoli passi non offrono risultati a breve, proprio per niente, e comunque mi costano fatica per questo finisco per sognare soluzioni assurde, per questo non arrivo mai a niente.
Però... è veramente così che voglio passare la mia vita?
C'è davvero qualcosa che non va nella mia testa, e non posso fare a meno di domandarmi se, più che di colloqui psicoterapeutici, non avrei bisogno di qualcosa tipo psicofarmaci. Dove non arriva la testa, forse può arrivare la chimica...
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