martedì 27 agosto 2019

Questa mattina, dopo la crisi di panico, mi sono sentita così stanca che mi stavo addormentando sul tavolo. LA cosa mi ha un po' spaventata perché non capisco da dove salti fuori una debolezza così. Comunque, un'ora dopo mi sono trovata tra mio zio e le sue chiacchiere sui soldi (non gli bastano mai e insinua quasi che siamo noi a prenderglieli), e mio padre che era in pieno ad una crisi di nervoso tra parolacce e rispostacce, apparentemente per cose che non riguardavo noi, ma in realtà filtrava una grossa frustrazione per tutto. Risultato? Sono scoppiata a piangere al tavolo e non riuscivo a smettere. Non riesco a scacciare il pensiero ed essere serena. Mi sento davvero tra l'incudine e il martello. Guardo fuori, cerco di scacciare i brutti pensieri, ma non ci riesco. Sento proprio la tristezza in testa, più che sul cuore. Non emozioni, ma pensieri tristissimi, e non riesco ad avvertire una sorta di valvola di depressurizzazione. Poi per carità, non è che sempre solo per questioni economiche, ma giocano anche quelle. Comunque resta il fatto che ad ora non sono in grado di far fronte alle situazioni interne. E mi riduco un ammasso di nervi e lacrime. Forse manca qualcosa al di fuori, ma mi manca una serenità duratura.

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