lunedì 5 agosto 2019

 

Frutta… questa è l'immagine del giorno che ho scelto oggi. Motivo? Anche se fa ridere detto di un post, il profumo. Profumo di pesche e albicocche, questo per me è il profumo del pieno dell'estate di quando ero piccola, quando mio padre portava casse su casse di questi frutti per fare marmellate, dolci, o solo per gustarle così. Una vita fa, ricordi felici a cui torno volentieri. L'estate in questo quarti
ere è entrata nel vivo, per una decina di giorni seguiranno feste rionali, sagre, feste degli oratori… come dicevo in un altro post, erano i giorni più vacanzieri dell'estate a casa. Una vita fa, appunto.

Quando anche io partecipavo. Senza ansia, senza paure. In questo momento ne sto già perdendo una da miei parenti. Ma ne seguiranno molte altre. La pressione alle stelle mi ha fatto avere gioco facile con i miei per non andare, ma è la paura che provo il vero motivo. Paura di non essere all'altezza che mi fa stare male fisicamente come un sovraccarico di emozioni che mi sfianca. Paura di non essere all'altezza, e dolore per quel continuo confronto da cui non posso esimermi. Tra pochi giorni compirò 35 anni. Un'età strana al giorno d'oggi, l'ennesimo prolungamento dell'essere giovani… in cui è quasi tardi, eppure è anche troppo presto. Mi pesa essere sola, non avere figli, mi pesa eppure so che non ne sarei in grado. Non riesco a lasciarmi andare abbastanza per avere un legame, ho paura di troppo per avere un figlio. Ne sono sempre consapevole, eppure mi manca tutto. Mi sembra di essere in una specie di giostra che non si ferma, ma che girando su se stessa, non permette di arrivare da nessuna parte.
Per questo la frutta, per questo il profumo di quelle estati di mille anni fa. Perché allora ero felice, non solo: credevo che quello fosse l'unico modo di essere possibile.

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