domenica 4 agosto 2019

... e non basta...

Ogni tanto arrivo al fine settimana, sperando di non avere ansie. Non so perché dal momento che non cambia nulla, ma a volte è così. Ieri e oggi parecchia ansia, parecchissima. Eppure oggi pomeriggio mi sono costretta ad andare al supermercato, domenica pomeriggio al supermercato, mi sembrava quasi una piccola azione di rivolta. L'ho pensato e più o meno un'ora dopo sono andata. L'andata è stata qualcosa di surreale, riuscivo a sentirmi contemporaneamente come se stessi facendo la cosa più normale del mondo e terrorizzata. Ero attaccata al volante, le curve, gli incroci… ogni cosa mi sembrava semplice e difficile insieme. Dentro nel supermercato semideserto sono stata bene, e il ritorno, come quasi sempre, è stato più semplice. Glisso sui dolci che ho preso, temo siano stati la solita contropartita per una cosa decidere di uscire e farlo, più importante. Sta a me adesso fare in modo di non divorare tutto insieme. Anche perché, tra l'altro, a causa della pastiglia che sto prendendo la mattina, ho la pressione alta, la sto tenendo sotto controllo e sì, si è alzata, ergo controllare ancora di più l'alimentazione è importante.
In ogni caso, sono uscita alle 17 e la città era deserta, e mi ha fatto un effetto strano, brutto. Un vuoto pressante. Il mio successo è stato questo, uscire di casa 45 minuti senza dare di matto oltre un certo limite. Questa sono io?
Poi accendi la tv, ascolti quello che è successo in America e percepisci un altro tipo di paura. Più devastante, assoluta.
Sbagliato fare confronti, ma di fronte a quello mi chiedo sempre perché mi devo autoboicottare da sola. Non trovare la risposta mi rende solo più confusa. Il mondo avrebbe bisogno di persone pronte a dare, a mettersi in gioco, vorrei essere così.
Invece chiusa nella torre della mia ansia, guardo il mondo da uno schermo. E non basta.

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