martedì 27 agosto 2019

il suono della voce di chi sono

Giornata davvero tosta, non c'è che dire. Ora che sto meglio, posso dire che ancora una volta la causa di questo mio malessere è la risposta al comportamento che trovo in casa.
sto meglio, dicevo, sto meglio dopo aver passato più di un'ora e un quarto cantando, non canticchiando, ma cantando sul serio Ramazzotti, Pausini e 883. Ovvero la triade che ha fatto da colonna sonora fissa per tutte le mie scuole medie. Anni in cui ero davvero me stessa e mi divertivo un casino. Vedo momenti tipo flash di quegli anni. Non era sempre tutto facile, ma io ero stabile, concentrata sui miei obiettivi, felice di cogliere le opportunità, e cantavo sempre un sacco o comunque ero sempre con la musica accesa. C'è un verso di una canzone della Pausini che dice circa così: ora riconosco il suono della voce di chi sono. Mentre cantavo succedeva proprio quello, nell'intonazione la mia voce usciva forte, sicura, femminile, sentivo che nelle note vibrava la libertà di essere me stessa, un qualcosa di simile a quando sento arrivare l'orgasmo. Essere me stessa… non ci riesco quasi mai, soprattutto in casa davanti agli altri. Perché sono una maschera di ciò che loro si aspettano da me. Per questo non riesco a far fronte alle loro cazzate, perché non sono stabile io. A 35 anni invidio la ragazzina di 10-14 che ero. Lei, pur con le difficoltà del caso, era LEI, riusciva ad essere se stessa, forse perché alle spalle avevo relazioni famigliari ancora circa normali. Allora era la normalità, adesso no, ma devo smetterla di permettere a due uomini irrisolti, come sono mio padre e mio zio, di dirottare la mia vita.
Io devo ritrovare il suono della voce di chi sono.
Non è ancora troppo tardi.

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