sabato 5 ottobre 2019

La scorsa notte ho fatto una sorta di collage di sogni, non esagero, ma ne avrò messi insieme almeno una decina di spezzoni. Alcuni, quelli più angoscianti, sono sempre gli stessi, la seconda parte invece era nuova, piena di speranza e di esperienze, finiva con me che mi scoprivo incinta. Nel sogno ho evidentemente inserito alcune suggestioni di un paio di telefilm che ho visto ieri sera, ma la base, l'essenza, restava molto realistica. Il punto di svolta, per così dire, era alla fine del 3/4 segmento, quando, in modo molto convinto e crudo, mandavo al diavolo la psicologa che voleva convincermi a cercare ancora di rimestare nel passato (ecco questo non è verosimile per niente) mentre io mi convincevo che non era andando alla ricerca del passato che sarei stata meglio. A quel punto gli spezzoni si sono susseguiti come me che incontravo una vecchia amica (la ragazza che ho rivisto a luglio nel parcheggio), che le raccontavo tutta la mi storia. Lei mi aiutava, andavamo pure al mare e alla fine incontravo un ragazzo.
Detta così sembra nulla, il sogno era un manicomio basato però sul presupposto che, ansia o non ansia, il mondo fuori mi chiamava e non poteva più ridursi al muro del mio soggiorno.
Ho appena saputo che è venuto a mancare un ragazzo. Lo conoscevo anche meno che di vista, sapevo proprio solo chi fosse, non sapevo nemmeno fosse ammalato. Ma ogni giorno succede di tutto senza che io ne sappia mai niente. Il mondo esiste fuori da qui e io sono 20 anni che lo chiudo fuori. Non lo vivo in lungo e in largo, ma non so nulla nemmeno di quello che succede qui vicino. I miei problemi mi hanno isolata, io mi sono isolata. Per questo i sogni mi spronano ad altro.
Ieri verso le 18 ero eccitata, tantissimo. Sono andata in camera e mi sono toccata, sono venuta in qualcosa come 30 secondi. E poi mi sono sentita a disagio. Succede sempre quando sono così su di giri, mi sento a disagio per essere in casa con i miei e mio zio, per non aver mai incontrato nessuno, per non aver avuto nessuno al mio fianco anche per questo aspetto, la sessualità, della mia vita.
Sesso, amore, dolore, morte. Tutto questo, e molto altro, fa della vita, la vita. Io sono viva, ma mi manca la vita. E non so come riprendermela.
Quando, prima del panico, capitava di sentire parlare di persone che non uscivano mai di casa, non riuscivo a capirle. Non capivo nella mia mente di ragazzina che andava avanti e indietro mille volte al giorno, come fosse possibile scegliere di comportarsi così. Poi sono cresciuta, e mi sono resa conto che spesso non scegli di fare così, succede e basta. E succede sempre più spesso. Però forse si può scegliere un'altra strada.
...se solo capissi come si fa.

1 commento:

  1. Ho appena passato 2 ore a sbirciare su Facebook il profilo di un ragazzo che conosco più o meno mio coetaneo, che ha davvero fatto del mondo la sua casa, e lo si vede da dove ha studiato, dove lavora oggi e dove ha conosciuto sua moglie. Non riesco nemmeno a concepire come deve essere. Sicuramente è un modo di vivere totalmente fuori dalla mia visione, eppure è riuscito a farmi sentire così a disagio con me stessa! A volte ho l'impressione di essere l'unica a vivere così stupidamente, a non riuscire a cogliere nemmeno le opportunità della propria città, non quelle di un altro continente. Non riesco a uscire fuori, ma mi sento sempre più oppressa dal dentro. Ho paura di quello che potrebbe finire per generare la mia testa.

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