sabato 21 gennaio 2017

"Capiamoci..."

Credo che l'accoppiata attacchi di panico+obesità  metta insieme due delle patologie tra le più stigmatizzate del momento, patologie per intenderci, per le quali, per molti, l'unica cosa che salta all'occhio è la poca forza di volontà di chi le ha, di combatterle e sconfiggerle. Ma se riguardo ai primi c'è un po' più di pudore perché spesso li si capisce poco, rispetto alla seconda i commenti sono taglienti e senza appello, perché chi più chi meno, chiunque nella sua vita ha fatto un tentativo e in molti  affermano che:"Con impegno sono riuscito a perdere quei 4/5 chili. Basta volerlo."
Sono obesa da circa dodici anni e, forse perché i chili da perdere sono molti di più di 4/5, non c'è giorno che, in un modo o nell'altro, io non abbia pensato alla cosa. Mille tentativi diversi finiti in altrettanti fallimenti.
Non credo sia una cosa impossibile ma è indubbiamente più complessa di ciò che può sembrare. Tutti ne parlano eppure per certi versi è ancora un argomento tabù.
Non sono mai stata magra, ma fino a che la mia vita non è diventata un percorso ad ostacoli tra il panico ad oltranza ed è stata piena e gratificante, seppur golosa, non ho mai ricercato nel cibo la compensazione per altro e le cose sono rimaste sotto controllo.
Quando però le giornate hanno cominciato a svuotarsi di tutto, mi sono buttata a capofitto nei dolci. E' chiaro che -calorie/+movimento portano ad un risultato.
Ma se il movimento non riesci a farlo perché non riesci ad uscire, se il cibo diventa l'unico sostituto di ogni cosa che non hai più... be' forse ci vuole qualcosina di più di semplice forza di volontà per superare questo empasse.
E se la compassione degli altri non serve, magari un briciolo di comprensione in più, sì.

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