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Uno degli aspetti del panico con cui faccio sempre più fatica a relazionarmi, se così si può dire, è quella sensazione di assoluta perdita di controllo che arriva alle volte. Perché se è vero che con il tempo, e anni di terapia, i sintomi si stanno attenuando, è pur vero che quelli restanti a volte colgono davvero alla sprovvista. Cammini per strada e ti sembra di sprofondare in un metro di batuffoli di cotone, parli con qualcuno e non riesci più a spiccicare parola, ti sembra di non avere più la percezione di te stessa e allo stesso tempo ti sembra di avere coscienza di parti del tuo corpo che non hai mai sentito prima.
Dentro di te scattano allarmi di ogni tipo per poi magari scoprire alcuni minuti dopo che il tuo interlocutore nemmeno si è accorto che qualcosa non andava.
Così resti ancora più confusa a domandarti come cavolo sia possibile dal momento che in altre circostanze, per sintomi molto più lievi che ti era sembrato di controllare bene, chi ti era di fronte si è subito preoccupato per te perché avevi assunto il colore standard bianco-grigino corredato da occhiaie che neanche un panda...
Mah...
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