Beh, perché si scrive un diario? Per ricordare
ciò che si ha vissuto? Per avere un luogo dove le idee possano essere
riordinate? Da sempre mettere le parole nero su bianco aiuta a gestire i propri
pensieri. A differenza di un libro dove di solito i personaggi partono dal
punto A per giungere, alla fine della storia, ad un punto B, nel diario tutto
va a caso. È la vita che sceglie la trama per cui possono esserci interi mesi
di nulla, seguiti da settimane in cui succede di tutto.
Può anche succedere che questi mesi
di niente diventino anni, e poi decenni.Può succedere che la diretta interessata ad un certo punto, stufa del diario in senso stretto che tiene da quando ha imparato a scrivere, decida di cimentarsi nell’invenzione delle storie, racconti in cui avere il lieto fine, o almeno un lieto finale di stagione se non proprio di serie, che, per inciso, spero arrivi più tardi possibile.Può succedere che poi questo sfugga di mano e i racconti diventino molteplici ma sempre ispirati alla vita che si vorrebbe avere.
Può succedere.
A me è successo. Certo non mi chiamo Rebekka, ma mi piace come pseudonimo, mi piace come suona, un po' esotico, un po' erotico, un po' frizzante ma forte.
Come la donna che vorrei essere insomma.
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