Ho sempre letto moltissimo. Fin da ragazzina, divoravo i libri in biblioteca, ci spendevo gran parte del mio badget mensile. E gran parte del mio tempo libero.
Per questo ora so che non si deve mai sottovalutare il potere di un libro. Mai.
In quanto vecchia zitella acida i miei preferiti restano i rosa con qualche sfumatura sul rosso, insomma quelli che vanno tanto ora e che ti fanno stringere lo stomaco per le emozioni.
Amo i rosa, ma negli ultimi mesi ho letto molti più gialli, anche un po' neri.
Perché anche se la storia è ben scritta, se i personaggi sono convincenti e tu ti ritrovi con il fiato sospeso fino all'ultima pagina, alla fine non puoi che tirare il fiato, convinta che la tua vita non sia quella di cui hai letto.
Ma con i rosa... tutta un'altra storia perché alla fine vorrei eccome vivere certe situazioni. E più passano gli anni, più non è tanto la storia che leggo a piacermi, quanto la mia vita a farmi schifo.
E non è una differenza da poco.
Sono passate più di 4 settimane dal mio ritorno a casa dal mare e ancora non mi sento davvero a casa. Perché forse quella vacanza è stata come un libro reale. Molto scarso di fatti in realtà, ma che comunque ha messo in luce quanto faccia schifo tutto quello che mi circonda. O meglio, quello di cui io mi sono circondata. Per 17 giorni non ci sono state tensioni esterne a me, e vivere solo con le mie è già molto rispetto all'aria che respiro qui. Un'aria estremamente pesante e che davvero si taglia con il coltello.
Non posso credere che questa sia la mia vita. E sì, certo potrebbe andare molto peggio, ma il punto è che non c'è un solo motivo valido per cui debba comunque essere così.
Trovarsi tutti e 4 a tavola insieme mi è insostenibile, lo stomaco si chiude, l'ansia sale.
Mi rendo conto di avercela con tutti, di mio padre ho paura, mia madre mi mette in soggezione, mio zio mi sembra improvvisamente capace solo di fare 'capricci' e discussioni.
Occupano lo spazio con il loro ego e in questa dimensione non c'è spazio per nulla di più. Di sicuro non per un ragazzo, un compagno, qualcuno per me.
Vivere da sola... ma come? Non ho soldi, non ho autonomia, eppure sento che ogni giorno un po' di salute se ne va. Del resto è cominciata così: con la mia famiglia, che pur con motivi diversi, mi levava parti di quella normalità di cui tanto avrei avuto bisogno. Che mi toglieva sicurezza.
Guardo fuori dalla finestra e vedo lo stesso mondo che vedo da una vita. Lo vedo da una prospettiva che non mi dà più nemmeno la falsa sicurezza degli anni passati.
Sono in balia di un malessere che non mi dà tregua, tra attacchi di panico e crisi di pianto. Sono stanca, preoccupata di non avere più possibilità.
I libri hanno un potere enorme.
Anche quello di non farti più venire a patti con quello che provi.
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