mercoledì 5 luglio 2017

uscita fatta ma...

Alla fine, dopo una falsa partenza alle 17, alle 18 sono riuscita ad uscire. Sono stata fuori un'ora, ho messo l'auto in modo da camminare almeno per 50 minuti e vista l'ora, ho anche preso ancora un po' di sole.
Soddisfatta? per niente. Perché ancora per una cosa di una banalità estrema, ho investito tutto il pomeriggio in pensieri.
Non solo, alla fine ho comunque fatto una mini commissione e ho comprato dei pasticcini, che tra l'altro, visto il caldo, nemmeno mi va di mangiare.
In mezzo a tutto questo arzigogolo di pensieri una cosa è ovvia: uscire tanto per uscire qui non mi viene spontaneo. Al mare è la cosa più normale che esiste, tutti vanno e vengono solo per muovere le gambe e prendere aria ma qui, bo, mi sembra strano. Ma lo strano poi sarebbe niente, in fin dei conti non è che mi freghi del fatto che qualcuno pensi che sono in giro a zonzo. Per niente.
Il problema è che sono io a non sentirmi a mio agio... insomma o ho una meta da raggiungere e allora con fatica faccio ciò che devo, o mi sento persa. Come se mi mancasse l'equilibrio.
Come se cercare di stare bene sia inutile. Che disperazione...
Tra l'altro, cosa che penso sempre più spesso, questi sono tempi socialmente importanti, ci sono in atto mille trasformazioni, e credo sarà essenziale riuscire ad entrare in gioco, soprattutto per il futuro. Quindi non voglio un futuro nel quale anche solo uscire di casa mi è impossibile! Voglio cambiare.
Del resto... sembra che senza uno scopo io non riesca ad uscire ma non riesco a prendere impegni perché uscire mi è quasi impossibile comunque... quindi? Come la risolviamo?
Forse sempre solo con un giorno alla volta...

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