A volte ho la netta sensazione che ci sia qualcosa nell'universo che mi prende per il culo. Cioè, quando mi sembra di essere decisa e convinta, pronta per affrontare un problema, ecco che qualcosa si mette in mezzo e alza la posta. Certo, a onor del vero non è poi così difficile: sono tesa e ingabbiata in tanti di quei limiti che non è difficile che qualcosa li oltrepassi però sono stanca, sono stanca di avere paura dei miei, stanca della tensione di schifo che si respira oramai h24 in questa casa, stanca di come mi senta inferiore in ogni situazione.
Sono cambiata moltissimo nell'ultimo anno, per un verso direi in peggio perché l'ansia è più forte, il disagio anche, per un altro forse in meglio perché è sintomo che mi sto ribellando, che non sopporto più uno schifo del genere.
Sul come agire sono ancora un po' in difficoltà, perché nell'immediato tutta questa girandola di emozioni mi provoca vari sintomi fisici, nulla di nuovo ma li sento di più. Sto prendendo una quantità di ansiolitici più che doppia rispetto agli anni passati e non va bene.
Le cose cambiano e vorrei solo lo facessero in meglio.
Per questo la scrittura per me era, è, così importante: era, è, un appiglio. Qualcosa che avrei voluto potesse darmi soddisfazioni e quindi forza. Purtroppo temo che gestire anche questo fallimento non sia facile ora, ma del resto sta passando il secondo mese totalmente improduttivo. Un'altra cosa che va alla deriva, una cosa in cui avevo investito molto di me, sia come risorse che come speranze. Avrei davvero voluto che quei racconti potessero diventare una sorta di àncora a cui stare aggrappata in mezzo al resto del casino che è la mia vita. Invece no. La cosa mi rattrista moltissimo.
Era una strada per stare meglio, ora è l'ennesimo sentiero perso nel nulla.
Quindi, di nuovo, quale è la strada?
Spero di capirlo presto.

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