Ultimamente sto leggendo moltissimi libri sul panico, sul come cambiare le cose... devo ancora capire se lo faccio solo con un interesse conoscitivo o per illudermi di stare facendo qualcosa senza però farlo per davvero...
In ogni caso, mentre cerco di dipanare questo dubbio, mi sono fatta un paio di idee in merito al leggere questo tipo di pubblicazioni.
Hanno un palese effetto positivo: ti fanno sentire meno sola, più compresa e non l'unica 'demente', a volte io mi sento così, vittima di questa cosa.
C'è però l'altro lato della medaglia, a volte corrono il rischio di farti iniziare a provare gli unici due sintomi che di solito non provi.
Quindi non so, immagino si debba stare attenti.
Leggerli ma senza esagerare.
Un esempio: la doccia. Leggendo ho scoperto che per molti la doccia è molto ansiogena perché si ha paura di sentirsi male e di essere nudi se qualcuno dovesse soccorrerci. Ecco, francamente a me la doccia a volte crea ansia perché non puoi uscire da lì con i capelli tutti insaponati quando c'è un attacco, ma non nei termini che vengono descritti nel libro. Idem con le palpitazioni e gli attacchi di cuore...ma a furia di trovare scritto questo... chissà se corro il rischio di fare miei anche questi altri sintomi?
Perché in effetti poi non potrebbe valere anche il contrario, cioè fare miei tutti i commenti in cui si dice che si può superare il problema non lo so, ma è più facile pensare in negativo...
E la paura di non farcela aumenta.
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