giovedì 20 settembre 2018

cambiamenti

Odio i cambiamenti, credo che chiunque mi conosca si renda conto della cosa, o almeno, chiunque io frequenti a sufficienza. In tutta franchezza non posso dirmi stupita dalla cosa, da che il panico ha fatto irruzione nella mia quotidianità, tutte le cose che sono cambiate, lo sono in peggio, ho perso un sacco di persone, qualcuno è mancato, qualcuno semplicemente è uscito dal mio radar per caso, qualcuno perché non ero in grado di gestire più niente.
Eppure se voglio uscire dalla situazione di vuoto cosmico in cui sono ora, dovrò accettare altri cambiamenti per forza.
Continuo sempre a chiedermi la stessa cosa, come si ricomincia a vivere davvero. E lo faccio sempre con lo stesso esempio, se fossi costretta a trasferirmi, come farei? Il punto è che probabilmente non farei nulla comunque, non sembro più in grado di relazionarmi con niente o nessuno. Riesco a passare settimane intere parlando solo con i miei per 20 minuti a sera senza problemi, anzi i problemi ci sono quando sto con gli altri: dopo un'ora di relazioni mi sento quasi male. Se penso che se alle medie ci fossero stati i social, cellulari e simili, il mio sarebbe stato perennemente invaso di messaggini. Per questo a volte è come se non mi rendessi davvero conto, come a dire io sono altro, oggi è solo una parentesi ma passerà. Quando non si sa, ma passerà.
Questi giorni sono molto più complessi del solito per via dei problemi famigliari, ma poco cambia in realtà perché non riesco a prendere in mano le  cose mai. Vorrei dire che domani è un nuovo giorno, che tante cose cambieranno, che io sarò più forte, fiduciosa nelle mie possibilità e capace di lottare. So che non succederà. E allora basta programmi, basta fiducia nel domani? Non so.

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