martedì 25 settembre 2018

vacanze

Anche questa mattina possiamo dire che mi sono alzata di pomeriggio… ma oggi alzarmi a mezzogiorno è stato meno una scelta, essendomi addormentata dopo le 3, e più una 'naturale' evoluzione della cosa. Sembra banale ma così non ho avvertito l'angoscia di ieri nell'impormi quasi di continuare a restare addormentata dal mondo.
Le prime volte che rimanevo a casa da sola per periodi così, avevo circa 20 anni, 14 anni fa, e più che altro i primi anni in cui gli attacchi di panico si stavano inglobando letteralmente tutta la mia vita, motivo per cui quelle settimane passavano fondamentalmente con me in pigiama spalmata sul divano. Non era pigrizia, era un bisogno estremo di prendermi ogni momento di serenità: senza nessuno che mi obbligava a far niente, ancora in pausa estiva tra un anno universitario e l'altro, riuscivo a vivere gli unici momenti di finto benessere dell'anno. Mi ritiravo in una bolla, apparentemente al riparo da attacchi di panico, convinta che non sarebbe stato un male, anzi. Poi le cose sono cambiate e quel bluff è svanito, motivo per cui le settimane indipendentemente da chi c'era con me, avevano un loro ritmo da seguire, che l'essere sola rendeva anche più difficili da gestire. Eppure crescendo, anche se stavo male, rimaneva sempre un senso di speranza, di trasgressione anche, del fare qualcosa di bello in quelle settimane, di vivere da donna adulta. Poi anche quella speranza è svanita, lasciando più che altro una sorta di indifferenza.
Bene, questa volta ciao ciao indifferenza: è stato un disastro, dopo l'estate ad alta tensione, avevo davvero bisogno di un po' di quiete, ma no! I 'capricci' di mio zio hanno messo in piedi un'atmosfera che è a tanto così dal farmi venire l'ulcera. E questo mi fa capire che ho bisogno di uno scudo, una protezione che lasci le cazzate degli altri lontano da me, visto che già di mio ne ho sempre una. Forse così la prossima volta che starò sola, riuscirò davvero a rilassarmi, e chissà, magari pure a spassarmela un po'.

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