Sono state tante le brutte giornate durante questa estate, tanti i momenti che capivo di essere sull'orlo del precipizio, ma francamente quello che sta succedendo da due giorni a questa parte mi sta lasciando stordita. Dopo anni passati ad aiutarlo, mio zio in questi giorni è riuscito con un mossa a metterci tutti all'angolo creando una rottura nei rapporti che non so come sarà possibile risanare. Per certi versi è la disintegrazione della mia vita fino ad ora perché al niente che avevo fuori casa, adesso si somma anche il dolore per quello che succede qui. E' il fallimento di una vita passata ad aiutarlo, a fare di tutto perché non perdesse ciò che aveva. In parte il carattere di mio padre centra, così come la mia incapacità a creare qualcosa di nuovo e sereno in casa. Però questa situazione non ce la meritiamo e soprattutto non se la merita mia madre.
Ma ora, per due settimane, qui ci sono io sola. Sola come mai in questa casa, e fa paura. Non solo per il buio, ma perché senza più niente o nessuno, il vuoto di quello che non ho fatto in questi 34 anni è tremendo. Non ho un lavoro 'vero', non ho saputo preservare le amicizie dal tempo, non ho un compagno, che in questo momento è quello che mi manca più di tutto, non c'è più un ambiente in cui io mi senta a mio agio, di sicuro non più casa, Gli attacchi di panico sono tornati più forti che mai: oggi ad un certo punto volevo uscire, per prendere un po' d'aria e magari distrarmi un po', ma stavo così male che mi è stato impossibile, e l'incertezza per quello che mi aspetta è un buco nero che mi serra lo stomaco perché per come stanno le cose, il peggio qui in casa deve ancora arrivare.
Ed è bruttissimo non avere nessuno con cui parlarne. Della mia vita non ho fatto un capolavoro, ma un impiastro, ma, come molti, credo di pagare anche colpe non mie, e quel che è certo è che, insicura come sono, ne uscirò a polpette.
la cosa divertente è che pagherei per tornare a quei periodi di 'solo panico', in fondo questo dimostra che è sempre tutto relativo.
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